{"product_id":"vulnus-extrait-dp-100ml","title":"Vulnus Extrait dp, 100ml","description":"\u003cp\u003ePRE ORDER: CONSEGNA A PARTIRE DAL 12 SETTEMBRE\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\"Che collezione di cicatrici hai! Non dimenticare mai chi ti ha inferto le migliori, e sii grato: le nostre cicatrici hanno il potere di ricordarci che il passato è reale. Viviamo in un'epoca barbara, né selvaggia e né saggia, la sua maledizione sono le mezze misure, in una società razionale mi avrebbero ucciso o utilizzato in qualche modo.\"\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eHannibal Lecter La violenza lascia nella persona un marchio che supera la durata dell’atto, perché lavora nella profondità anche quando tutto pare concluso. Entra nella storia personale modificando il rapporto che abbiamo con il corpo e con il modo di mostrarsi agli altri. Attraverso il termine latino vulnus la ferita possiede un’ampiezza che supera la semplice lesione della carne; taglio, piaga e offesa ricevuta descrivono anche il punto in cui il danno inferto può diventare conoscenza di sé, attraversamento del dolore e desiderio di rinascita. VULNUS prende avvio dalla violenza carnale, intesa quale profanazione radicale dell’integrità corporea, ma il pensiero si allarga alle molte forme con cui l’aggressione raggiunge oggi la persona. C’è una brutalità diretta, consegnata alla carne; allo stesso tempo esiste anche una brutalità più obliqua, rivolta al nome, alla reputazione e alla dignità pubblica. La parola, in questo caso, diventa un’arma precisa e può incidere l’immagine di una persona davanti al mondo. La lesione verbale e psicologica lascia tracce meno evidenti dell’ematoma. Agisce però nel tempo attraverso il giudizio altrui che con forza entra nel pensiero alterando la fiducia nelle relazioni. La civiltà dello schermo ha ampliato il raggio del colpo. La distanza fisica alleggerisce la responsabilità dell’aggressore, l’anonimato favorisce la crudeltà e la rapidità della comunicazione rende l’offesa una lama che arriva all’intimità personale con ferocia e precisione. L’essere umano può essere colpito nella carne con la voce, nel nome e nella fiducia con cui abita il mondo. L’attacco, sia esso carnale, verbale, psicologico o digitale, appartiene alla medesima logica profanatoria. Espone la persona al potere altrui e intacca il senso originario della propria inviolabilità. Il danno ricevuto è come un morso che attraversa la vita e modifica il modo in cui una persona continua a riconoscersi. La cicatrice visibile appartiene alla pelle, quella invisibile appartiene alla storia interiore. L’ematoma si riassorbe, il volto torna leggibile nelle consuetudini quotidiane. Nella profondità della persona, tuttavia, una lesione continua a orientare lo sguardo e a irrigidire il pensiero. Le parole ricevute con violenza restano impresse con durezza. Anche dopo la fine dell’offesa generano una sentenza, educano alla sorveglianza dolorosa di sé, incrinano il rapporto con la propria esposizione e consegnano il nome alla vulnerabilità pubblica del giudizio collettivo.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl profumo interviene con una forza singolare, perché l’olfatto appartiene alla zona più arcaica dell’esperienza. Prima della parola ordinata e della spiegazione razionale, l’odore raggiunge la memoria con immediatezza. Risveglia immagini sepolte riaprendo stanze segrete lasciate in penombra dal pensiero.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ePer questa ragione VULNUS nasce come risposta olfattiva alla ferita. È una fragranza pensata per ricondurre la persona a sé stessa. Il marchio subito diventa conoscenza e dichiarazione di autorità riconquistata. Il nucleo artistico del progetto risiede nella trasfigurazione del trauma attraverso una scrittura olfattiva dove la ferita viene sottratta alla retorica dello spettacolo, all’ornamento facile e al compiacimento visivo. Le viene restituita dignità, intensità simbolica e verità.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eVULNUS intende dare voce a una bellezza nata dalla sopravvivenza alla lesione. La ferita viene riconosciuta e attraversata, consentendo alla vulnerabilità di diventare tratto distintivo. La cicatrice assume quasi valore araldico, perché il dolore evolve da residuo a linguaggio. Il profumo agisce allora come atto di ricomposizione identitaria, permettendo alla persona di raccogliersi attorno al proprio corpo, ristabilire un confine vitale e tornare ad emanare la propria autorità.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eVULNUS è un profumo dedicato alla ferita e alla sua trasfigurazione. Nasce nel punto in cui la violenza solca definitivamente la nostra storia, raggiungendo la psiche costringendo l’intimità ad esporsi davanti al giudizio del mondo. Attraverso la consapevolezza del dolore si può ricondurre la ferita fuori dalla vergogna e restituirla alla nobiltà del corpo. Significa accettare per convertire il danno in linguaggio, il trauma in struttura interiore e il ricordo in emanazione. VULNUS è cicatrice resa profumo. È corpo che riprende possesso del proprio confine. È nome che torna a pronunciarsi dopo l’offesa. La ferita diviene l'esatta feritoia da cui la luce, filtrata attraverso l'esperienza del trauma, torna a manifestarsi nel mondo esterno sotto forma di una bellezza del tutto inviolabile.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e_____ VULNUS Avevo un corpo prima che piovesse la notte. Era una casa di carne con finestre accese, un piccolo tempio dove l’anima posava la fronte sulla pelle. Poi qualcuno entrò nel mio buio più sacro e spezzò il pane della mia luce. Arrivò con pietre lanciate da mani assenti, con sentenze nate nel buio, con l’odio di chi ferisce da lontano e lascia agli altri il peso del sangue.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eI lividi andarono via con la pietà del colore. I morsi lasciarono la pelle con l’andatura stanca delle bestie ormai sazie. Da allora ho imparato che il corpo può diventare una stanza straniera, un letto pieno di chiodi, una rosa chiusa dal gelo nel mese sbagliato. Ho imparato che una parola può fare ematoma, che una frase può lasciare cicatrice, che una derisione può masticare più a lungo. Ma dentro rimase una navata d’ombra, nascosta in una chiesa ferita. La pelle conosce l’angoscia prima della bocca, prima del pensiero, prima del perdono.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eConosce l’odore della paura, quel ferro freddo che entra nella mente e resta seduto come un re malato.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eConosce il veleno della voce, il colpo della frase, la lama del riso altrui, il morso dell’anonimo che getta fango e chiama verità la propria fame. Io portavo il silenzio sulle spalle come un mantello nero. La gente vedeva il mio volto e diceva: sei salvo. Ma la salvezza a volte è soltanto una porta chiusa dietro cui brucia ancora la stanza.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eAllora venne il profumo. Venne senza rumore, come vengono certe grazie dopo la rovina. Entrò nella ferita con mani d’aria, con un sangue di luce, con una pazienza scura. Mi disse: la tua pelle è tua. Mi disse: la tua anima ha ancora un nome. E allora io mi alzai con addosso il ferro, il fumo, il cuoio, la cenere, la rosa bruciata, la resina amara che consola soltanto chi ha attraversato il fuoco. Mi alzai con l’inchiostro nero delle parole ricevute divenuto sigillo sulla pelle. Mi alzai con le pietre raccolte una a una e fuse in una corona.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e Vulnus.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eCosì chiamai la mia ferita quando smise di essere vergogna e divenne potere.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eCosì chiamai il mio nome quando uscì dal fango con una luce più tagliente. Così chiamai il mio corpo quando tornò a occupare l’aria con la sua forza.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eCosì chiamai la bellezza nata dal mio abisso: una corazza liquida, una luce feroce, un profumo che sale dalla cenere e dice al mondo: io sono mio. Sono ancora mio. Ho perduto sangue, ma ho trovato oro. Ho conosciuto l’ombra, ma ora governo la mia notte.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e EVOLUZIONE ARMONICA\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eSoggetto:\u003c\/strong\u003e ACCORDO DI FERRO OSSIDATO, VANIGLIA NERA, CUOIO\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eContro Soggetto:\u003c\/strong\u003e GELSOMINO, CARAMELLO BRUCIATO\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eCoda:\u003c\/strong\u003e CREME BRULÉE, VOV\u003c\/p\u003e","brand":"Filippo Sorcinelli","offers":[{"title":"100ml","offer_id":65787525103965,"sku":null,"price":240.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"2ml","offer_id":65787525136733,"sku":null,"price":14.9,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0562\/4627\/2177\/files\/qrl8MR9g.jpg?v=1788357797","url":"https:\/\/lofficinaolfattivakosmetica.it\/products\/vulnus-extrait-dp-100ml","provider":"Lofficina Olfattiva Kosmetica","version":"1.0","type":"link"}